UNA GIORNATA COL PASTORE – mostra fotografica di Giulia Mameli

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http://giuliamameliphotographer.blogspot.com/

Mostra fotografica dal 16 marzo al 17 aprile

 

Mostra fotografica di Giulia Mameli, ragazza di 26 anni originaria di Sassari appassionata di fotografia ed in particolare del reportage. Attraverso le sue immagini cerca di raccontare delle storie semplici ma emozionanti.

La giornata di un pastore inizia prima che sorga il sole… La campagna, gli animali, i suoni, gli odori, i gesti di sempre che si ripetono da generazioni.
Il pastore è un artista, perchè lavorare il latte è un arte che si tramanda di padre in figlio: chini sul paiolo in rame sembrano stregoni che con abili gesti trasformano l’oro bianco, prima, in splendide forme di formaggio e poi in deliziosa ricotta che appare come per magia dal siero rimasto.
Ma il pastore sa anche essere duro e deciso perché quasi tutti i giorni ha a che fare con la morte, per dar da mangiare alla propria famiglia.
Oggi molti figli decidono di non proseguire il lavoro del padre, non si riesce a campare facendo il pastore ed è un lavoro troppo pesante.
La società moderna sta abbandonando questi lavoratori, tutti noi dovremmo lottare per valorizzare la pastorizia, settore alla base della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Se quest’arte sparisse la Sardegna non sarebbe più la stessa!
Questo è il mio piccolo omaggio a questi grandi lavoratori e alla mia terra.

LE FINESTRE DELL’ANIMA – mostra di pittura di Carlo Montana

“Ho conosciuto Carlo Montana al principio dell’estate: Nella sua casa nel centro, se così si può dire, di Zibido S. Giacomo, che è un paese della Bassa Milanese oggi aggregato con altri a Zibido. Le porte della casa hanno le tende a strisce verticali, da scostare per accedere alla penombra. Una roggia lenta lambisce il cortile; di fronte la casa del fascio su cui è rimasta traccia della titolazione originaria, a Italo Balbo, e la mole irrisolta della chiesa carmelitana, la cui facciata povera si annuncia sulla piazza dove sorge anche l’edificio comunale: Sul retro della casa i campi, a perdita d’occhio. Ogni parete è tappezzata di quadri. Zeppo anche lo studio, che occupa l’intero primo piano. I cassetti rigurgitano di disegni e schizzi. per terra risme di tele accatastate. Il dilagare è arginato solo dalla musica rock e pop: passione – ma anche rifugio e ossessione – che si anticipa col murale nel cortile. Carlo è un pittore. Pittore per istinto. Per necessità vitale. Per volontà. Per mestiere. Per angoscia. La pittura ha dominato la sua vita.”

Alberto Belotti

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